Nell’Archivio storico comunale sono custoditi i Catasti del Comune di Pasturana, tra le fonti fondamentali per poter ricostruire la storia del territorio: una mappa, alcuni registri e un fascicolo di carte sette-ottocenteschi che, attraverso la descrizione delle proprietà e le loro mutazioni, regalano una veduta d’insieme sulle famiglie pasturanesi, le migrazioni, i rapporti sociali, le tendenze economiche.

Il catasto e i funzionari dello Stato Sabaudo (XVIII sec.)

Nel XVIII secolo i governi sabaudi avviarono una vasta opera di rilevazione del territorio per conoscere con precisione proprietà, colture e valore dei beni fondiari. Il catasto non era soltanto una mappa: era piuttosto uno strumento fiscale utile a distribuire in modo più equo i tributi. Per questo i funzionari sabaudi rilevarono campi, vigne, prati, boschi e abitazioni, registrando i proprietari e il valore delle terre. Le mappe venivano disegnate da tecnici specializzati che percorrevano il territorio con strumenti di misura, corde e tavole da disegno. Il loro lavoro richiedeva precisione e conoscenza del paesaggio locale.
La “Mappa del territorio di Pasturana in provincia di Alessandria”, firmata dal Sig.r Gio. Giuseppe Maria Boldrini Ingegnere di S.M. e direttore della “misura generale”, datata 21 agosto 1762, è costruita sul modello geometrico-particellare sabaudo settecentesco, con la rappresentazione delle singole particelle di terreno.

Il paese com'era: campi, vigne e prati (XVIII sec.)

Ogni appezzamento era identificato e classificato secondo l'uso del suolo. Le colture raccontano l'economia agricola del territorio e mostrano quali produzioni fossero più importanti per le famiglie del paese. Attraverso le mappe catastali possiamo osservare il centro abitato del Settecento: le case addossate alla strada principale, le cascine isolate, le piazze e gli edifici religiosi che costituivano il cuore della comunità. 
 
Il Comune di Pasturana conserva copia del catasto e del “sommarione” del territorio di Pasturana del 1762. Questi antichi documenti, fondamentale strumento amministrativo del tempo, restituiscono la struttura dei possedimenti, l’organizzazione delle campagne, la distribuzione degli edifici e il rapporto tra gli abitanti e il paesaggio. Le copie del catasto e del sommarione (una sorta di indice descrittivo delle particelle censite) erano state “estratte” dagli Archivi delle Finanze dal segretario Francesco Antonio Fea e portano la data del 19 giugno 1801.

Mutazioni del territorio e aggiornamenti nei sistemi di rilevazione (prima metà XIX sec.)

Le fonti catastali sono particolarmente importanti per la comunità di Pasturana che ha subito la distruzione delle fonti durante le guerre napoleoniche. Nel 1799, Pasturana è travolta dalla battaglia di Novi, l’abitato è saccheggiato e gli archivi parrocchiale e comunale distrutti.
Nel corso dell’Ottocento il sistema catastale viene progressivamente aggiornato. Durante l’età napoleonica vengono introdotti nuovi criteri di rilevazione e più tardi, con il Regno d’Italia, le operazioni catastali proseguono verso una maggiore omogeneità nazionale.
Nei libri catastali compaiono anche contadini, artigiani, enti religiosi e famiglie notabili. Confrontando i registri è possibile ricostruire la distribuzione della proprietà e le relazioni economiche all'interno della comunità. Sul fascicolo intitolato “Stato delle mutazioni di proprietà” e relativo agli anni 1819-1847 si osservano i cambiamenti occorsi a Pasturana nella prima metà dell’Ottocento. 

I nomi dei luoghi (1881)

Con l’Unità d’Italia il catasto viene inserito in un quadro nazionale. Nella seconda metà dell’Ottocento si rafforza l’esigenza di uniformare i sistemi catastali dei diversi territori italiani, favorendo nuovi rilievi, una maggiore precisione tecnica e una gestione più coordinata delle informazioni fondiarie.
Molti confini tracciati oltre due secoli fa hanno lasciato tracce nel paesaggio attuale. Strade, filari e divisioni dei campi conservano ancora l'impronta dell'organizzazione territoriale ottocentesca. I registri catastali conservano antichi toponimi: nomi di campi, boschi, regioni e strade che spesso sopravvivono ancora oggi nel linguaggio locale.
Al 1881 risale una serie di registri, tra loro strettamente collegati: le mappe catastali dei terreni, che mostrano la posizione e la forma delle particelle; e i colonnari, che descrivono ogni particella con i dati identificativi, colturali e fiscali (il numero di particella corrispondente alla mappa; il nome del possessore; la qualità del terreno se seminativo, prato, vigna, bosco, ecc.; la superficie; l'estimo o il valore fiscale attribuito al bene. Interessante, in calce ad uno dei colonnari, l'approvazione della Giunta Municipale di Pasturana, con consegna al catastaro Michelangelo Fasciolo per la compilazione dei relativi registri.

Non solo catasti: matricola dei possessori e matricola sull’imposta dei terreni (fine '800-inizio '900)

Due registri conservati nell’Archivio storico del Comune di Pasturana, un “Catasto dei terreni. Matricola dei possessori” (1898) e “Matricola per l'imposta sui terreni” (1901-1935), raccontano le trasformazioni tra fine Ottocento e inizio Novecento. La matricola dei possessori, con funzione prevalentemente catastale e identificativa, e la matricola per l'imposta dei terreni, con funzione tributaria, consentono di ricostruire la geografia della proprietà fondiaria tra i due secoli, individuare le relazioni tra famiglie e territorio e approfondire le dinamiche economiche e sociali della comunità di Pasturana.

I passaggi di proprietà attraverso i secoli: il “libro dei trasporti” (1829-1953)

Accanto alle mappe catastali è possibile consultare due libri dei trasporti, che documentano i passaggi di proprietà: vendite, successioni, divisioni ereditarie e altri trasferimenti dei beni. Attraverso le loro annotazioni è possibile seguire, generazione dopo generazione, il cambiamento degli assetti fondiari della comunità di Pasturana nei decenni centrali dell’Ottocento (1829-1880) e del Novecento (1933-1953).

Credits

Catasti settecenteschi, registri dei trasporti e successivi aggiornamenti ottocenteschi formano un grande archivio della memoria della comunità di Pasturana. Attraverso queste fonti è possibile ricostruire l’evoluzione del paese: i cambiamenti delle colture, la crescita degli abitati, la trasformazione della proprietà fondiaria e le vicende delle famiglie che hanno abitato il territorio.
Le riproduzioni dei catasti comunali accessibili sul Portale di Comunità sono state realizzate nell’ambito del progetto di digitalizzazione promosso dal Comune di Pasturana e finanziato con il contributo della Regione Piemonte.


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