I nomi dei luoghi
(1881)
Con l’Unità d’Italia il catasto viene inserito in un quadro nazionale. Nella seconda metà dell’Ottocento si rafforza l’esigenza di uniformare i sistemi catastali dei diversi territori italiani, favorendo nuovi rilievi, una maggiore precisione tecnica e una gestione più coordinata delle informazioni fondiarie.
Molti confini tracciati oltre due secoli fa hanno lasciato tracce nel paesaggio attuale. Strade, filari e divisioni dei campi conservano ancora l'impronta dell'organizzazione territoriale ottocentesca. I registri catastali conservano antichi toponimi: nomi di campi, boschi, regioni e strade che spesso sopravvivono ancora oggi nel linguaggio locale.
Al 1881 risale una serie di registri, tra loro strettamente collegati: le
mappe catastali dei terreni, che mostrano la posizione e la forma delle particelle; e i
colonnari, che descrivono ogni particella con i dati identificativi, colturali e fiscali (il numero di particella corrispondente alla mappa; il nome del possessore; la qualità del terreno se seminativo, prato, vigna, bosco, ecc.; la superficie; l'estimo o il valore fiscale attribuito al bene. Interessante, in calce ad uno dei colonnari, l'approvazione della Giunta Municipale di Pasturana, con consegna al
catastaro Michelangelo Fasciolo per la compilazione dei relativi registri.